Sui Monti Dauni un paese nord europeo. A Biccari si sperimenta la terapia forestale
Le prime fasi – Pimo innovativo servizio in favore della popolazione autistica in una zona dove mancano centri di riferimento
di Mimmo Cicolella
Michele e Luciano, sono i primi due ragazzi che hanno sperimentato il lavoro in foresta a Biccari, nell’am – bito del progetto “Forest Care” il Bosco che Cura: l’unica “Stazione di Terapia Forestale” per soggetti fragili in Italia. L’iniziativa parte da quattro società cooperative (Ecol ForestPatto Consulting Impresa Sociale-Mdm onlus – Ghenos) di cui Ecolforest è capofila in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “IFun Aps”, che si occupa di bambini e ragazzi affetti dal disturbo dell’autismo e fragili in genere. Il progetto, denominato, appunto, Forest Care, ha visto il suo avvio nello scenario del Parco Daunia Avventura di Biccari, dove i ragazzi sono stati accompagnati dall’educatore, Nicolò Coccia e dagli operatori, Fabio Caruso e Fabrizio Caraglia, nella loro prima giornata di lavoro in foresta. Della giornata, se n’è parlato con l’asses – sora al welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, in un incontro tenutosi presso la sala Bollenti Spiriti di Biccari. Per la Barone, «la costruzione di sistemi integrati di intervento per l’inclusione sociale e lavorativa di utenti svantaggiati è, da tempo, un elemento di rilevanza strategica per le politiche di welfare. Gli interventi per l’inclusione si fondano sulla consapevolezza del carattere multidimensionale della condizione di esclusione sociale che è descrivibile come una condizione di marginalità economica e sociale che non è riferibile solo a una situazione di esclusione dal mercato del lavoro, ma anche a fragilità di tipo familiare, elazionale e sociale, a carenze culturali e formative, allo stato di salute fisica e psichica, alla precarietà della condizione abitativa, alla difficoltà di accesso alle opportunità e ai servizi, alla marginalità sociale». Ed è in questo scenario che si inserisce Forest Care, centrato sulla terapia forestale, è finalizzato alla costituzione di un Hub sociosanitario, nei Monti Dauni,. Per il sindaco Gianfilippo Mignogna, si tratta dell’ennesima opportunità che Biccari trasferisce in concreto non solo alla propria comunità «ma all’intero territorio dove i Monti Dauni, sono sempre più espressione di progettualità a 360 gradi e concretezza nel lavoro ed inclusione sociale. E in questo Biccari è leader nella costruzione di lavoro e occupazione». «Noi siamo chiaramente in fase sperimentale – ha detto Mario De Angelis, presidente Ecolforest,- mentre in altri Paesi europei da tempo sono partite azioni sulla terapia forestale, addirittura riconosciuta dal servizio sanitario nazionale. Ora però ci sono direttive ministeriali in cui si studia l’applicazione di queste terapie, per portarle ad un riconoscimento medico anche da noi. Ma come spesso ci capita noi proviamo a muoverci sempre in anticipo per realizzare nuove opportunità per l’intera collettività». A snocciolare i numeri (da brividi), è Maurizio Alloggio di Ghenos «La percentuale dei nuovi nati autistici: 2,38 per cento. Dei 773 interventi solo poco più di 160 persone hanno un percorso regolare. Inutile dire che nel subappennino dauno non ci sono centri. L’am – bito territoriale Troia e Lucera: ci sono 60 autistici. Ne sono presi in carico 52 nella sola struttura di San Giovanni Rotondo e circa 130 tra Cerignola e Foggia. Non ci sono servizi specifici su Foggia e subappennino».

